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Parlando delle radici dell'Aquila Rugby dobbiamo tener presente che il
rugby nella nostra regione veniva praticato già dal 1936. La squadra
dell’Aquila infatti non partecipava al campionato nazionale di serie A,
ma a tornei organizzati dai Comandi Federali della GIL dal 1936 al 1942.
La squadra era diretta dal Sig. Guglielmo Zoffoli, estremo della Rugbv
Roma e della Nazionale, allievo ufficiale di complemento di stanza
all’Aquila, il quale impartì i primi rudimenti del rugby a quei giovani
che lo seguirono con interesse e rivelarono speciali attitudini per il
rugby.
Cominciarono così a raccogliere subito allori non
trascurabili.

Difatti nel campionato 1936-1937, il Comando Federale dell’Aquila vinse
il proprio girone, ma nella gara finale alcuni incidenti disturbarono il
regolare andamento del torneo e la squadra aquilana venne eliminata.

L’anno seguente, 1937-1938, con l’arrivo di
Tommaso Fattori,
la squadra aquilana ottenne dei risultati superiori ad ogni aspettativa.
Infatti vinse ancora una volta il proprio girone regolando squadre come
quelle di Roma, Catania, Brindisi e Macerata e fu ammessa al girone
finale. Al termine la classifica del manipolo aquilano fu sorprendente:
quarto tra 54 comandi partecipanti.

Dopo la partenza di Tommaso Fattori la pallovale aquilana non attraversò
un buon periodo. Per anni i bianco neri furono lontani dai campi di
gioco e nella maggior parte di essi la passione per il rugbv si
affievolì e si spense.
Nei 1942 al ritorno all’Aquila del buon Fattori, lo stadio aquilano
comincio a ripopolarsi di giovani sempre più entusiasti ed assidui.
Qualche mese di allenamento, due incontri preparatori a Roma e la
squadra era pronta per iniziare il campionato.
Con facilità vinse il girone eliminatorio e fu ammessa a disputare le
Finali. Si affacciò così agli onori della cronaca conquistando il titolo
italiano battendo in un memorabile incontro a Bologna i campioni uscenti
del Torino per 9 a 3.

Nello stesso anno venne disputato all’Aquila un incontro internazionale
con la squadra del Politecnico di Bucarest. L’Aquila perse con onore con
i più quotati avversari. Ma con quell’incontro, i dirigenti aquilani
appresero nuovi schemi tattici, impararono dalla squadra più Forte e si
valsero di questa partita per propagandare il gioco del Rugby. Infatti
il pubblico prese viva parte all’incontro (la tribuna e gli spalti del
Comunale erano gremiti all’inverosimile) e scoprì il gioco del Rugby che
sempre più prese piede.
Dopo gli avvenimenti bellici dell’ultima guerra, si ricominciò a parlare
di rugby nel 1946 per merito ancora una volta del buon Tommaso Fattori,
ex nazionale, che decise di formare un 15 aquilano e costituì la
Polisportiva L’Aquila Rugby che partecipò nel1948 al campionato di I
divisione.
La prima partita del 15 bianco-nero fu una rivelazione. La squadra
dimostrò combattività e sicurezza, entusiasmò per foga ed irruenza. Le
vittorie si susseguirono alle vittorie. A Roma si cominciò a parlare
degli « Abruzzesi » prima in sordina poi come una seria minaccia alle
squadre romane che da quattro anni lottavano per la serie A.
Nel 1949 - 1950 partecipò alla serie B e solo all’ultima partita,
decisiva per l’ingresso alla massima categoria, fu battuta dal Genova.
Ma questo insuccesso fu ampiamente ripagato dalla conquista dell’ambita
« Coppa Cicogna » con la quale si aggiudicò il titolo italiano
giovanile.

L’anno seguente (1950-1951) si classificò prima assoluta
al Campionato di serie B guadagnando di forza l’ingresso nella serie A.
Così un anno di I divisione e due di serie B furono sufficienti a
Tommaso Fattori non solo per giungere alla massima divisione (con la
rotazione in campo di solo 22 atleti) ma per conquistare il titolo di
campione d’Italia giovanile.

I
Campioni d'Italia giovanile del 1950-51
NeI 1951-1952 partecipò alla serie A destando l’ammirazione e la
meraviglia dei tecnici e degli sportivi classificandosi settima dietro
le forti squadre milanesi che cominciarono a sentire scossa e
compromessa la propria supremazia.
Ma questi successi furono ottenuti con duri sacrifici da parte dei
dirigenti, dell’allenatore e dei giocatori i quali, per non incidere
sulle già povere casse della Società, portavano da casa i panini che
consumavano prima delle partite. Le trasferte si effettuavano con
autocarri e talvolta anche senza protezione dalla pioggia e dalle
intemperie.Tutti questi sacrifici erano sostenuti con spontanea
naturalezza dai giocatori e dall’allenatore.
Ma tante privazioni e fatiche, solo addolcite dalla passione per il
gioco, non potevano non ottenere un risultato positivo e per loro merito
il nome dell’Aquila spiccava a caratteri cubitali nel massimo torneo di
rugby. Maggiori problemi ci furono nel successivo torneo quando giunse
terz'ultima e nel campionato 1953-54 quando corse seri pericoli di
retrocessione e solo nell'ultima giornata, riuscì a superare il Trieste,
ultimo in classifica. Nel torneo 1954-55 la squadra aquilana finì per la
prima volta al quarto posto, preceduta da Parma, Rovigo e Petrarca.
Ricordiamo che L’Aquila Rugby ha sempre partecipato al massimo
campionato (fatta eccezione per una sola stagione sportiva retrocessa
alla serie cadetta). Si è sempre distinta per irruenza ed impegno
agonistico; nel 1958-1959 ha disputato la finalissima per
l’aggiudicazione del titolo italiano.

Dopo due buoni campionati ed uno mediocre, L'Aquila retrocesse in serie
B nel 1963-64 essendosi classificata al penultimo posto a un solo punto
da Milano e Genova. Per risalire subito in A, la squadra fu affidata
tecnicamente a Sergio Del Grande che si ispirava alla scuola francese,
una scuola che privilegiava il gioco d'attacco. Erano teorie
perfettamente condivise da due uomini-guida della squadra, Di Zitti e
Autore. Del Grande creò anche un china di perfetta armonia che influì in
modo largamente positivo sul rendimento della compagine aquilana in cui
riuscirono perfettamente a fondersi giovani ed anziani. Dopo alcune
difficoltà iniziali, L'Aquila conquistò il primo posto insieme al
Livorno e al Venezia. Fu il ritorno nel massimo campionato e in un
torneo notturno la squadra aquilana riuscì addirittura a battere per 3 a
0 la Partenope Napoli, campione d'Italia.
Nel campionato di eccellenza 1965-66 — così si chiamava allora ha serie
A — L'Aquila si classificò quarta e l'anno successivo conquistò il primo
dei suoi cinque scudetti.

Dopo una serie di fasi alterne, la squa dra aquilana, a cinque giornate
dalla fine, con una prestazione di note vole valore agonistico, riuscì a
battere a Napoli i campioni della Partenope e si portò ad un solo punto
dalla capolista Fiamme Oro Padova. Le Fiamme furono poi costrette a
pareggiare a Parma, L'Aquila invece inanellò ben sei successi
consecutivi e si arrivò allo spareggio che si disputò a Roma, alle Tre
Fontane. Tremila aquilani seguirono e sostennero con grande entusiasmo
la squadra che vinse per 6 a 0. Quello scudetto consacrò definitivamente
il prestigio del rugby aquilano a livello nazionale e internazionale. E
fece conoscere a fondo i valori di un movimento sportivo che coinvolge
un'intera città, ma che è seguito con grande interesse da molti
abruzzesi. L'anno successivo, pur avendo perso solo tre incontri,
L'Aquila non riuscì a bissare il successo. Perse lo scudetto per due
punti proprio nell'ultima partita a Napoli dove gli aquilani furono
battuti per 11 a 3 e le Fiamme Oro tornarono a fregiarsi del tricolore.
Ma non si fecero drammi nell'ambiente aquilano, e puntualmente nel
campionato 1968-69 fu vinto il secondo scudetto. Fu un successo netto.
L'Aquila ottenne 40 punti avendo pareggiato solo 4 incontri ed essendosi
naturalmente imposta in tutti gli altri.

Gli anni 70 sono stati avari di soddisfazioni per il sodalizio neroverde;
infatti in questo decennio gli aquilani hanno vinto una sola coppa
Italia nel 1973 e in campionato hanno collezionato una serie di
piazzamenti, tra cui possiamo ricordare i due consecutivi amari secondi
posti delle stagioni 1973/'74 e 1974/'75. Nel primo caso a strappare il
tricolore ai neroverdi per un solo punto sono stati i patavini del
Petrarca, mentre la stagione successiva, sempre per un punto si sono
laureati Campioni d'Italia i bresciani del Concordia.
Buone soddisfazioni sono venute invece dal settore giovanile e dalle
riserve; infatti l'under 15 e l'under 17 nel '77; l'under 19 nel '79 e
le riserve nel '73 hanno trionfato nei rispettivi campionati.

L'Aquila ha atteso ben quindici anni prima di poter conquistare con un
organico completamente rinnovato e con la presidenza
Di Zitti
il suo terzo scudetto, sotto la guida tecnica di Loreto Cucchiarelli e
con il contributo di un giocatore sudafricano di grandissimo valore,
Rob Louw.
Era un'Aquila sponsorizzata Mael, e la sponsorizzazione fu ritenuta dai
dirigenti aquilani come una necessità a cui non si poteva più
assolutamente derogare, tanto che l'anno successivo fu concluso
l'abbinamento con la Scavolini. Fu un altro anno fortunato perché
L'Aquila si fregiò del suo quarto scudetto sempre avendo come allenatore
Loreto Cucchiarelli, mentre il sudafricano Louw era stato sostituito da
un connazionale, anche lui di notevole caratura tecnica, Thys Burger.

Nel torneo 1982-83 la squadra aquilana si classificò seconda dietro al
Benetton Treviso, nel 1983-84 quarta, nel 1984-85 terza, nel 1985-86
seconda e nel 1986-87 ancora terza.

Tutti ricorderanno di questo decennio la splendida cavalcata del
quindici nero-verde nel campionato 1993/'94 che ha portato a L'Aquila
rugby il suo quinto scudetto.
Stagione esaltante quella degli uomini allenati da Massimo Mascioletti,
che raggiunto il secondo posto nella stagione regolare, hanno in
semifinale superato in tre sofferte partite i bianco-verdi del Benetton
Treviso, e nella storica finale scudetto di Padova, hanno superato i
favoritissimi rosso-neri del Milan.

Non solo gioie per i tifosi nero-verdi, infatti ricco di sofferenza è
stata la stagione 1998/99 con L'Aquila impegnata sorprendentemente nella
lotta per non retrocedere; lotta che si è conclusa con un terzo posto
nella poul out.
Oggi con l'arrivo al timone della squadra aquilana di Mike Brewwer, i
tifosi possono tornare a sognare una giornata come quella del 23 aprile
1994 a Padova.

L'Aquila rugby che comincia il nuovo millennio non è così brillante come
ci si attende.
La stagione 2000-2001 vede ancora Mike Brewer con la sua Comsport al
timone del team neroverde. I risultati non sono però entusiasmanti.
Nella pool B la polisportiva L'Aquila rugby ottiene 27 punti seconda
dietro la Benetton a 42 punti, ma nella pool titolo gli aquilani
collezioneranno solamente 4 punti in 8 gare.
Nella stagione 2001-2002 viene creata la Lega Italiana Rugby
d'Eccellenza, con 10 squadre che si contendono lo scudetto. L'Aquila
rugby dal canto suo terminata la parentesi Comsport, ripropone sulla
panchina Loreto Cucchiarelli che collezionerà 37 punti.
Il Campionato 2002-2003 vede L'Aquila rugby cambiare volto. Sulla
panchina neroverde arriva un tecnico francese, Wuillemin, mentre la rosa
degli atleti deve fare a meno del capitano Maurizio Zaffiri e del Pilone
Salvatore Perugini.
Dopo un inizio difficile, dovuto al cambio di gioco, e ai tanti nuovi
arrivi, la Polisportiva Conad L'Aquila rugby, raggiunge con una giornata
di anticipo la matematica permanenza nella top 10, grazie alla
soffertissima vittoria contro il Silea.
L'anno seguente, nonostante i buoni propositi iniziali, i tifosi
neroverdi hanno dovuto patire ancora una stagione di passione. dopo un
inizio catastrofico, il quindici aquilano conquista la matematica
salvezza con un buon girone di ritorno.
L'estate del 2004 porta alla svolta tecnica. Parte Jean Michel Vuillemin
destinazione Catania e via libera per Marzio Zanato che proviene da
Rovigo.
Dopo una sola stagione culminata con la qualificazione alla
partecipazione alla Challenge cup, Zanato lascia L'Aquila per guidare la
nazionale Under 21.
Per la sostituzione in estate L'Aquila si affida ad un tecnico
straniero, ma solo al terzo tentativo ad accettare l'incarico è una
leggenda del rugby mondiale, il francese Jacques Fouroux.
Ma a metà stagione il rapporto tra il tecnico transalpino e la società
neroverde inizia a scricchiolare e dopo una sospensione, arriva
l'esonero definitivo e l'incarico viene affidato a Umberto Lorenzetti.
Con Lorenzetti al timone L'Aquila arriverà alla salvezza con un turno di
anticipo, ma non riuscirà a centrare per un punto la qualificazione ai
barrage per la Challenge Cup edizione 2006/2007.
La stagione sportiva 2006-2007 è quella della svolta. Dopo un'estate di
trattative, con la CARISPAQ in prima linea, si concretizza la cessione
del titolo sportivo del super 10 tra la Polisportiva L'Aquila rugby e
L'Aquila rugby 1936 del Presidente Francesco Aloisio. Viene scelto alla
guida tecnica Neil Loader e viene allestita una squadra giovane per ben
figurare anche grazie all'apporto del nuovo Sponsor Infinito e di 16
imprenditori patner della società:
1.
CIUFFETELLI MASSIMO
2. DEL TOSTO BERARDINO
3. FELIX ATTILIO
4. FERELLA ROBERTO
5. FIORAVANTI MAURIZIO
6. GALLUCCI RAFFAELE
7. INNAMORATI CESARE
8. LALLINI LUCA
9. MARINELLI ROMANO
10. MARTINELLI MICHELE
11. PALMERINI SILVANO
12. PASQUA GIACOMO
13. ROTILIO ERCOLE
14. SERPETTI DINO
15. VITTORINI GIULIO
16. ZAFFIRI SPARTACO
L'anno del riscatto si rileverà avaro di soddisfazioni e ricco di brutte
sorprese. Saranno infatti solo 5 le vittorie in campionato, di cui una
annullata dal giudice sportivo, per aver schierato contro il GRAN Parma
un giocatore di formazione straniera in più.
A causa di questa decisione, contestata dalla Dirigenza neroverde,
l'Infinito L'Aquila rugby 1936 retrocederà in serie A con solo 16 punti
in graduatoria.
Nel campionato Nazionale di serie A L'Aquila marchiata Easy Living e
guidata da Darren Coleman, dopo una stagione con tante vittorie e
qualche sconfitta, raggiunge i paly off, dove in semifinale batte i
Cavalieri Prato e conquista la finale del Flaminio.
Davanti a circa 3000 aquilani, i neroverdi non si esprimono al meglio e
lasciano la promozione nel super 10 alla rugby Roma.
La stagione 2008-2009 si apre con un gradito ritorno: Massimo
Mascioletti.
Il 6 aprile 2009 la città di L'Aquila viene sconvolta da un violento
terremoto, che vede Mascioletti e i suoi ragazzi in prima linea per
soccorrere le tante persone in difficoltà e che porta la drammatica
scomparsa di Ciccio Sebastiani. Nonostante i tanti problemi la squadra
torna in campo e perde ancora una volta la finale per la promozione nel
super 10. Anche questa volta sul terreno del Flaminio, ma contro i
Cavalieri di Prato che la spuntano ai supplementari.
Nonostante l'ennesima cocente delusione in estate la buona notizia. Si
ritorna nel super 10 al posto della Capitolina Roma che decide di non
iscriversi al massimo campionato.
Il ritorno nell'elite del rugby italiano non è certo dei più semplici
per L'Aquila rugby. Costretta ad emigrare per gli allenamenti prima a
rocca di Mezzo e poi ad Avezzano, viene traumatizzata dalla grave
malattia che colpisce Massimo Mascioletti. La squadra e lo staff tecnico
riescono comunque a centrare l'ottavo posta ed una salvezza senza grandi
affanni. da ricordare soprattutto la prima giornata di campionato contro
Viadana con l'I.R.B. che assegna alla società l'ambito premio "spirit of
rugby".
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